Non tutte le materie hanno lo stesso peso. Due materie su cinque valgono il 72% del punteggio. Distribuire lo studio in parti uguali tra tutte le materie è il modo più sicuro per arrivare all'esame impreparati. Questa guida ti spiega cosa entra in ogni materia, quanto vale e come gestire il tempo di preparazione.
Se hai letto la guida sulla struttura dell'esame sai che le 60 domande si distribuiscono su 5 materie. Qui scendiamo nel dettaglio: per ciascuna materia trovi gli argomenti chiave, il peso reale sull'esame e quante ore di studio conviene dedicarle in proporzione al risultato che produce.
Prima di entrare nei singoli argomenti, ecco la fotografia completa: numero di domande, peso percentuale, difficoltà tipica e ore di studio consigliate per un candidato medio (con una base universitaria in materie economiche o giuridiche). I tempi sono indicativi e vanno tarati sulle tue lacune effettive.
| Materia | Domande | Peso | Difficoltà | Ore studio |
|---|---|---|---|---|
| Diritto mercati e intermediari | 24 | 40% | Alta | ~80h |
| Matematica finanziaria | 19 | 32% | Alta | ~70h |
| Diritto privato e commerciale | 6 | 10% | Media | ~20h |
| Diritto tributario | 6 | 10% | Media | ~20h |
| Previdenza e assicurazioni | 5 | 8% | Bassa | ~15h |
Le prime due materie pesano da sole 72% del punteggio e richiedono circa il 70% delle ore di studio: la proporzione è coerente. Le altre tre materie (28% dell'esame) si possono affrontare in modo più rapido, ma non vanno trascurate: 17 domande secche valgono comunque circa 23 punti, e una bocciatura per pochi punti su materie "minori" è la più frustrante.
24 domande, 40% del punteggio. È la materia di gran lunga più importante dell'esame: chi non la padroneggia non passa, qualunque cosa sappia delle altre. È anche la più vasta come perimetro normativo: TUF, MiFID II, regolamenti Consob, intermediari, servizi di investimento.
Lo studio frontale di un manuale è indispensabile per costruire l'architettura mentale della materia (chi vigila, chi è vigilato, cosa devono fare gli intermediari). Una volta assimilato lo schema, il vero salto di qualità arriva dalle domande: nella banca dati ufficiale ci sono molti pattern ricorrenti che valgono punti certi se li riconosci a colpo d'occhio. Le 5.000 spiegazioni della banca dati sono la fonte più efficiente per capire cosa l'esame chiede davvero.
19 domande, 32% del punteggio. La materia che spaventa di più, soprattutto chi non ha un background quantitativo. La buona notizia: le formule non sono molte, e una volta imparate le applicazioni si ripetono. La cattiva: se non le sai, non c'è scorciatoia — non si "intuisce" il risultato di un TIR.
La matematica finanziaria si impara solo facendo esercizi: leggere la teoria una volta basta, ripeterla cento volte non aiuta. Memorizza le formule core (montante semplice e composto, valore attuale, rate di rendita) e applicale subito a problemi numerici. La calcolatrice virtuale della piattaforma d'esame supporta le operazioni base: usa solo quelle nello studio per non abituarti a strumenti che il giorno della prova non avrai.
6 domande, 10% del punteggio. Materia ampia ma che l'esame copre in modo selettivo: poche domande, su temi ricorrenti. Concentrati sui macro-temi e non perdere tempo sui dettagli.
Per un approfondimento dedicato sui titoli di credito (uno degli argomenti più frequenti in questa materia), leggi la guida ai titoli di credito, cambiali e assegni.
6 domande, 10% del punteggio. Materia tecnica ma con un perimetro delimitato: l'esame chiede di sapere come vengono tassati gli strumenti finanziari e i flussi che ne derivano. Niente diritto tributario generale.
Studia gli ordini di grandezza delle aliquote: le domande spesso chiedono di calcolare l'imposta dovuta su un capital gain o di confrontare il rendimento netto di due strumenti con regime fiscale diverso.
5 domande, 8% del punteggio. La materia con il peso minore e — a giudicare dai feedback dei candidati — anche la più gestibile: nozioni concettuali, poche tecnicalità.
Le 5 domande di questa materia sono spesso "regalate" se hai studiato anche solo in superficie le definizioni dei tre pilastri e dei principali prodotti previdenziali. Non spendere troppo tempo qui: il rendimento per ora di studio è basso oltre una soglia.
Il principio guida è semplice: il tempo di studio dovrebbe seguire il peso d'esame, con una piccola correzione per la difficoltà intrinseca delle materie. In pratica funziona la regola 70/30: dedica circa il 70% del tempo alle due materie principali (mercati + matematica) e il restante 30% alle altre tre. Studiare 4 ore di previdenza per ogni ora di matematica è un classico errore di chi sceglie cosa studiare in base a quello che gli viene più facile.
Per un candidato che parte da una base economica di livello universitario:
Le ultime due settimane sono il momento in cui il piano di studio personalizzato del Coach diventa decisivo: ti dice esattamente dove sei debole e cosa ripassare per chiudere il gap.
Comincia con le simulazioni complete non oltre la settimana 9–10: non aspettare di "sapere tutto" prima di provare l'esame. Le simulazioni sono parte della preparazione, non un test finale: rivelano errori sistematici che sui singoli quesiti non emergono. Per un metodo di studio strutturato dall'inizio alla fine, vedi come superare l'esame OCF al primo tentativo.
Sapere quali materie pesano di più è solo metà del lavoro. L'altra metà è capire su quali sei davvero debole. Inizia con una sessione del simulatore Smart: in 30 minuti hai una mappa chiara di dove concentrare lo studio.